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Accessibilità ovvero portare al centro le persone

L’esperienza delle Gallerie degli Uffizi

L’articolo interpreta l’accessibilità come un approccio sistemico che attraversa tutte le funzioni del museo, trasformandolo in una infrastruttura sociale orientata al benessere, alla partecipazione e al riconoscimento. Attraverso il caso delle Gallerie degli Uffizi, viene mostrato come la mediazione culturale e la progettazione inclusiva possano ridefinire la relazione con pubblici eterogenei. L’istituzione del Dipartimento Mediazione Culturale e Accessibilità segna un passaggio verso pratiche fondate sull’esperienza diretta, l’ascolto e la co-costruzione. Gli strumenti attivati – dalle Activity Bag alle narrazioni digitali, dai percorsi tattili alle esperienze multisensoriali – rispondono a bisogni diversi valorizzando pluralità di linguaggi e percezioni. Ne emerge un modello di museo come spazio relazionale, in cui l’accessibilità diventa pratica continua e condivisa di cittadinanza culturale.

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Le colline fiorentine viste da una sala della Galleria degli Uffizi con un oggetto dell’Activity Bag
linguaggio

I luoghi sottili: la fiaba come chiave d'oro di accessibilità

Sul trasformare l'esperienza museale in un percorso narrativo

L’articolo propone l’uso della fiaba come dispositivo interpretativo e progettuale per l’accessibilità nei musei e nei luoghi di cultura. Attraverso esperienze concrete, mostra come la struttura fiabesca – fatta di soglie, tappe e trasformazioni – possa guidare percorsi espositivi inclusivi e multisensoriali. La fiaba diventa così uno strumento capace di integrare linguaggi diversi (visivi, corporei, sonori), facilitando la comprensione e il coinvolgimento emotivo dei pubblici. In questa prospettiva, l’accessibilità non è solo rimozione di barriere, ma pratica culturale ed etica che valorizza pluralità di percezioni e narrazioni. Infine, la dimensione simbolica e politica della fiaba apre a visioni alternative di società, promuovendo giustizia, reciprocità e trasformazione sociale.

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Accessibilità museale: un dovere, non una possibilità

Esperienze in Sicilia tra comunità, multisensorialità e partecipazione

L’articolo propone l’accessibilità come processo dinamico e universale, che riguarda tutti e non categorie di pubblico. Il museo è inteso come istituzione al servizio della società, chiamata a dialogare con le comunità e a costruire narrazioni condivise. Attraverso esperienze concrete maturate in diversi musei della Sicilia, vengono esplorati approcci multisensoriali, linguaggi plurimi e strumenti accessibili integrati nella pratica quotidiana. Le sperimentazioni raccontate mostrano come l’inclusione possa trasformare luoghi, ruoli e relazioni. Il museo emerge così come spazio vivo di partecipazione, responsabilità e coesione civica.

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Pratiche di accessibilità per le mostre temporanee

Il Museo dell’Ara Pacis si racconta

L’articolo racconta il percorso del Museo dell’Ara Pacis verso una progettazione delle mostre sempre più accessibile, inclusiva e partecipativa. Attraverso sperimentazioni progressive, inizialmente rivolte a specifici pubblici e poi estese a tutti, l’accessibilità diventa parte strutturale del progetto culturale. Dispositivi multisensoriali, linguaggi plurimi e collaborazioni con enti e comunità trasformano l’esperienza di visita. Le mostre si configurano così come spazi di relazione, scelta e interpretazione attiva. L’accessibilità emerge come leva di innovazione e di ripensamento del museo come servizio pubblico.

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L’accessibilità nei musei: un investimento che produce futuro

Effetti sul piano della sostenibilità economica e sociale

Ludovico Solima esamina come l’accessibilità quale principio strategico per ridefinire il ruolo pubblico dei musei generi ricadute virtuose: valore economico nel medio-lungo termine e effetti sul piano della sostenibilità sociale. 

Considerare l’accessibilità quale principio strategico per ridefinire il ruolo pubblico dei musei genera ricadute virtuose. Per prima cosa, le politiche di accessibilità costruiscono prossimità, capaci di creare relazioni di fiducia e favorire nuove forme di partecipazione. In questo senso vanno l’apertura alla dimensione senso-percettiva nei percorsi di visita, che arricchisce il racconto museale e accoglie nuovi pubblici; così come l’utilizzo di tecnologie quali abilitatori di senso. Tutti questi interventi accessibili producono ritorni misurabili, anche in termini di sostenibilità economica: una lettura manageriale matura del fenomeno mostra come questi interventi generano valore nel medio-lungo periodo. L’accessibilità, inoltre, produce effetti anche sul piano della sostenibilità sociale, ampliando la cittadinanza culturale, riducendo le disuguaglianze e generando benessere relazionale. L’accessibilità è quindi una leva fondamentale per il futuro dei musei e, soprattutto, un investimento che produce futuro.

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Co-progettare la cultura: etica e complessità per un museo più accessibile

Come smettere di pensare il museo ‘per tutti’ e cominciare a pensarlo ‘con tutti’

Miriam Mandosi riflette sul senso e la costruzione di processi di coprogettazione di accessibilità culturale in ambito museale. Ne restituisce il portato etico e ne traccia le varie fasi, dall'ideazione fino al mantenimento in essere: un percorso complesso e fragile, che richiede cura, dedizione e fomrazione continua.

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Oltre le cornici: musei, identità e sguardi intersezionali

Cosa cambia davvero per il pubblico e per le comunità

Samuele Briatore riflette sulle narrazioni museali attraverso la lente dell'intersezionalità e la relazione che si instaura con il pubblico.

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