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Momento in aula della formazione di "Operatori culturali per l'inclusione"
La formazione di "Operatori culturali per l'inclusione"

"Operatori culturali per l'inclusione"

Proposte formative, metodologie e risultati di un progetto visionario

di Fabrizio Serra, Gabriella Damilano

Perché formare gli operatori museali agli approcci inclusivi?

Siamo partiti, quindici anni fa, proprio da questa domanda per rispondere a un bisogno formativo specifico intercettato nel territorio e con l'obiettivo esplicito di disseminare e rinforzare un principio oggi sempre più socialmente riconosciuto, ovvero che la cultura è di tutti, ma è anche per tutti.

Fin dall'inizio delle attività l'attenzione è stata rivolta a un target molto ampio, ovvero tutto il personale dei musei e, dal 2018, dei servizi culturali in generale, senza distinzione di ruoli e funzioni svolte all'interno dell'organizzazione, nel più profondo convincimento che ogni risorsa, indipendentemente dalla posizione occupata, contribuisca alla costruzione della reputazione del luogo in cui lavora.

Siamo sempre certi che uno stile distintivo in termini di accoglienza di pubblici diversi si renda riconoscibile soltanto attraverso l'adozione diffusa e corale di uno sguardo aperto e inclusivo, accogliente e attento alla promozione di ogni persona.

Abbiamo lavorato, dunque, per potenziare le competenze trasversali di tutti gli operatori, dal personale della biglietteria ai direttori, proponendo iniziative formative a carattere introduttivo orientate a:

  • destrutturare gli stereotipi sulle persone con disabilità,
  • acquisire conoscenze aggiornate intorno alle disabilità,
  • implementare e consolidare capacità di relazione e di accoglienza dei diversi pubblici. 

A seguire sono stati proposti approfondimenti seminariali, spesso a carattere laboratoriale, che hanno consentito lo sviluppo nei partecipanti di specifiche capacità tecniche, di progettazione e gestione di attività for all, pensate proprio a partire dai bisogni delle persone con disabilità.

Focus centrale sono stati i temi della relazione e dell'accoglienza, consapevoli che è dal primo incontro tra il visitatore e la realtà museale o culturale che può dipendere la piacevolezza di un'esperienza. Se dall'esperienza nei servizi museali e culturali le persone riescono a ricavare la percezione del riconoscimento della legittimità dei propri bisogni, e della conseguente accoglienza degli stessi, il mandato professionale degli operatori, individuale e collettivo, potrà dirsi soddisfatto al di là della mera trasmissione dei contenuti artistici e/o culturali.

In passato il termine accessibilità vedeva un riferimento prevalente al piano strutturale e architettonico, ma i cambiamenti intervenuti nel contesto socio-culturale hanno favorito la diffusione di una prospettiva di maggior interesse verso il tema dell'accessibilità ai luoghi dell’arte e della cultura, intesa come capacità di coinvolgimento di tutti i pubblici. Molti sforzi sono stati compiuti al fine di individuare strategie attraverso le quali rendere i patrimoni culturali e artistici sempre più condivisi e condivisibili, contribuendo alla costruzione di una società aperta, inclusiva e attenta alla promozione del benessere e della salute.

I numeri del progetto, che dal 2022 ha assunto la nuova denominazione di Operatori culturali per l'inclusione, restituiscono con evidenza i passi compiuti in questa direzione attraverso le molteplici iniziative realizzate in ambito formativo, culturale e editoriale. Rispetto al piano formativo dal 2012 al 2025:

  • hanno aderito al progetto circa 550 realtà tra musei e servizi della cultura del nostro paese;
  • hanno partecipato alle iniziative formative oltre 1.550 operatori culturali;
  • sono state attivate 53 edizioni del corso di base;
  • sono state realizzate 45 attività formative di approfondimento tematico;
  • sono stati svolti 4 workshop per posizioni direttive e 4 workshop per lo sviluppo di progettazioni for all.

A livello nazionale sono state replicate in oltre 60 esperienze la progettazione e l'erogazione di attività formative ispirate al modello torinese.

Sul fronte culturale nel 2017 è stato pubblicato un primo volume (Serra, Tartaglia, Venuti, Carocci, 2017) con l'obiettivo di illustrare il modello operativo e raccontare i primi anni di esperienza del progetto e nel 2025 un secondo volume (AA.VV vari, a cura di Serra, Tartaglia, Venuti, Carocci, 2025) con la finalità di condividere i risultati e gli orizzonti di questa straordinaria impresa formativa.

Dal 2017 al 2025 sono stati inoltre organizzati 3 convegni [1] finalizzati alla disseminazione della prospettiva valoriale fondata su inclusione e partecipazione, a partire dal principio già citato secondo cui l'arte è patrimonio di tutti, ovvero per persone di ogni età, genere e cultura, ma allo stesso tempo consapevoli di come i condizionamenti derivanti dalla disabilità possano indurre vissuti di allontanamento dal mondo dell’arte e della cultura. 

Quali ingredienti hanno consentito di raggiungere nel tempo questi risultati?

In primis la scelta di un approccio progettuale condiviso fin dalla fase ideativa, mantenuto a seguire attraverso il monitoraggio, la valutazione finale e la riprogettazione continua, alimentata dai riscontri dei partecipanti, confermando così il presupposto metodologico del progetto. In uno slogan, accessibilità è partecipazione dei destinatari delle iniziative così come dei beneficiari indiretti.

Secondo fattore determinante per il buon esito delle attività proposte è stata la scelta di modalità didattico-formative volte a favorire e a potenziare l'apprendimento dall'esperienza nonché il coinvolgimento diretto dei partecipanti, abbinando i contributi teorici con quanto appreso in forma esperienziale.

Terzo pilastro è stato rappresentato dalla sfida di una proposta formativa rivolta a tutti gli operatori, senza alcuna distinzione di ruolo e funzioni, mirata al potenziamento delle conoscenze e delle abilità relazionali attivabili in ogni fase dell’incontro con il pubblico, dall'acquisto del biglietto alla visita guidata. 

La finalità generale del progetto, ovvero favorire la cultura dell’inclusione e dell'accoglienza dei visitatori con disabilità e con necessità particolari, può essere ulteriormente declinata nei seguenti obiettivi specifici, tra loro consequenziali: migliorare la conoscenza delle diverse disabilità e delle esigenze a esse connesse; adeguare le competenze relazionali e di accoglienza dei servizi attraverso l'apprendimento di modalità, strategie e atteggiamenti che favoriscano condizioni di agio per tutti i pubblici; gestire meglio la comunicazione verso tutti gli utenti, poiché la capacità di soddisfare esigenze specifiche rende la struttura più flessibile e capace di adattare la comunicazione verso tutti; qualificare gli operatori che lavorano nei servizi della cultura, attraverso una dotazione di conoscenze e di abilità relazionali che costituiscono un valore aggiunto; rendere la struttura museale o culturale realmente inclusiva e integrata nella sua organizzazione e nelle sue proposte.

Al progetto è stata applicata una logica progettuale flessibile, permeabile, dinamica, capace di affrontare la complessità dei contesti formativi e di favorire la negoziazione tra diversi punti di vista dei soggetti che interagiscono nella realizzazione delle attività.

Organizzare e realizzare interventi formativi con soggetti adulti che stanno già lavorando comporta la messa in atto di una ricca serie di dispositivi, capaci di suggerire e facilitare i meccanismi di apprendimento attraverso metodi didattici riconducibili alla pedagogia attiva. Le strategie formative sono volte ad ascoltare esperienze, individuali e collettive, debitamente guidate e offrendo evidenza dei contributi teorici illustrati, spunti di riflessione, domande, sollecitazioni professionali. Certamente i contenuti che hanno a che vedere con l’accoglienza e la relazione permettono di intrecciare con immediatezza teoria e pratica.

Grande rilevanza è sempre stata riconosciuta all'analisi dei feedback raccolti dai partecipanti, con l'attenzione ad ottenere il massimo coinvolgimento dei soggetti interessati. In questa cornice, a fine 2021, in occasione della celebrazione dei primi dieci anni di attività del progetto, un'imponente ricerca di follow up ha indagato e misurato l'impatto generato dalle iniziative formative fino a quel momento realizzate, con l'obiettivo di tracciare un bilancio sui risultati raggiunti e definire gli orizzonti verso cui indirizzare il futuro del progetto. 

Attraverso il coinvolgimento di oltre 200 realtà culturali si sono così resi visibili i cambiamenti innescati nei servizi attraverso la trasformazione dei loro operatori a seguito della partecipazione alle iniziative formative. Una trasformazione innescata nello sguardo, nelle sensibilità, negli atteggiamenti e a seguire messa a terra mediante l'adozione di nuovi approcci operativi, processi organizzativi e strumenti più inclusivi. La ricerca ha previsto la costruzione e l'implementazione di strumenti e azioni mirati e distinti per target e finalità: un'indagine massiva condotta con un questionario inviato a tutti i partecipanti ai corsi, interviste ad opinion leaders, focus groups di approfondimento, raccolta di narrazioni e di sguardi particolarmente significativi.

Gli esiti della ricerca svolta tra aprile e luglio 2021, raccolti in un report presentato in occasione del convegno Accolti ad arte. Musei e luoghi di cultura per l’inclusione (maggio 2022), hanno messo in luce che gli obiettivi riconosciuti dai partecipanti come raggiunti sono accomunati dalla parola 'cambiamento': nella forma mentis, rispetto alla visione della disabilità intesa finalmente non come elemento discriminante ma come una caratteristica individuale della persona; nella cultura organizzativa, rispetto ai temi dell’inclusione e dell'accoglienza; nel modello di progettazione di processi, strumenti e attività, sempre più inclusivi e designed for all, pertanto pensati fin da subito per tutte le tipologie di pubblico e non successivamente adattati a bisogni speciali.

Il cammino non è concluso, ma la direzione è chiara, convincente e ormai diffusamente condivisa.


[1] I Musei verso una cultura dell'accoglienza, Fondazione crt, Torino 2017; Dall'arte per tutti all'arte di tutti. Verso una nuova prospettiva di accessibilità, Officine Grandi Riparazioni, Torino 2018; Accolti ad arte. Musei e luoghi di cultura per l’'nclusione, Officine Grandi Riparazioni, Torino 2022.

Per approfondire

Serra F., Tartaglia F., Venuti V., Operatori museali e disabilità. Come favorire una cultura dell’accoglienza, Carocci Editore, Roma 2017.

Serra F., Tartaglia F., Venuti V., a cura di, Partecipazione e accessibilità. Costruire contesti for all in ambito culturale, Carocci Editore, Roma 2025.

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