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formazione

"Operatori culturali per l'inclusione"

Proposte formative, metodologie e risultati di un progetto visionario

Il progetto Operatori culturali per l’inclusione nasce per formare il personale museale e dei servizi culturali ad approcci inclusivi, promuovendo la cultura come patrimonio accessibile a tutti. L'iniziativa valorizza competenze relazionali e conoscenze sulle disabilità, combinando formazione teorica, laboratoriale e pratica. Le ricerche di follow-up hanno evidenziato un cambiamento reale negli atteggiamenti e nei processi organizzativi, rendendo le strutture più inclusive. Il modello, condiviso e replicabile, conferma come inclusione e partecipazione siano inseparabili dalla qualità dellesperienza culturale.

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Momento in aula della formazione di "Operatori culturali per l'inclusione"
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Non toccare!

Il podcast che tocca, smuove e cambia di posto le idee sui luoghi della cultura • una iniziativa di Personeper

L’idea che musei, archivi e biblioteche debbano essere accessibili per diritto è oggi al centro di una riflessione sempre più urgente e condivisa. Chi può entrare? Chi resta fuori? Chi decide cosa vale? Da queste domande nasce "Non Toccare!", il nuovo podcast curato da Giovanna Brambilla.

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linguaggio

Dall'editoria ai musei: contenuti nativamente accessibili per i luoghi della cultura

Accessibilità museale nell’era dell’European Accessibility Act

L’articolo analizza l’accessibilità come diritto e come responsabilità sistemica, alla luce della Convenzione ONU e dell’European Accessibility Act. Il modello dell’editoria accessibile promosso da Fondazione LIA mostra l’efficacia di un ecosistema coordinato, proposto come riferimento anche per i musei.

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Partecipare culturalmente? È (ancora) un privilegio

Pratiche interculturali e comunitarie per superare un immaginario culturale dominante

Francesco Mannino analizza le barriere sociali e culturali che in Italia limitano l’accesso alla vita culturale e fanno percepire la cultura come uno spazio elitario, escludendo chi non ne padroneggia i codici. 

Oltre agli ostacoli fisici, economici o territoriali, pesano soprattutto segnali simbolici e rituali che fanno percepire la cultura come uno spazio elitario, escludendo chi non ne padroneggia i codici. L’immaginario culturale dominante, poco rappresentativo della diversità presente nel Paese, marginalizza storie e memorie di gruppi sottorappresentati, in particolare persone con background migratorio. Il testo presenta esempi di pratiche interculturali e comunitarie che riducono tali barriere rendendo musei e biblioteche luoghi condivisi e partecipati. Perché questi cambiamenti diventino strutturali, servono politiche di lungo periodo basate su governance partecipativa, pluralità linguistica e redistribuzione del potere culturale. La sfida finale è ridefinire il 'noi' della cultura italiana, riconoscendo la diversità come risorsa e condizione per una democrazia culturale più ampia.

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L'accessibilità museale inizia online

Quello che a un sito web non può mancare

Mettersi nei panni di chi visita il sito di un un luogo della cultura, interrogandoci su cosa cerca e su cosa cerca nel suo sito web, è il presupposto per rendere accogliente e accessibile una possibile visita.  

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Che vuol dire MAB?

Digitalizzazione e soluzioni accessibili per la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale

La collaborazione tra musei, archivi e biblioteche poggia sul presupposto che le tre tipologie di organizzazione, condividendo la missione di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale che collezionano, si rivolgano alle medesime comunità, offrano servizi similari e condividano prassi di lavoro.
Tuttavia, molto diversi sono gli ambiti disciplinari dei professionisti coinvolti e non sempre conciliabili i modelli di funzionamento e le pratiche di gestione e valorizzazione delle organizzazioni.

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