
La disabilità e le biblioteche: consigli per superare le barriere più comuni
Strumenti, spazi e competenze per una biblioteca più accessibile
Le biblioteche possono apparire molto distanti dalla realtà di chi ha una disabilità visiva: la mancanza di ausili adeguati o di personale formato rischia di renderle poco accoglienti, a discapito delle tante persone cieche e ipovedenti che amano leggere.
Eppure, la lettura è un’attività accessibile anche a chi non vede o vede poco. Chi è nato cieco utilizza il braille, un codice costituito da sei punti le cui combinazioni formano lettere e numeri, mentre le persone ipovedenti possono avvalersi di libri a caratteri ingranditi. In Italia, questi materiali sono forniti principalmente dalla Biblioteca Italiana per Ciechi “Regina Margherita”. Oltre a questi strumenti, soprattutto per i più piccoli, risultano molto efficaci i libri tattili, che permettono di comprendere concetti complessi o astratti, come la proiezione dell’ombra o la prospettiva.
Negli ultimi anni, le nuove tecnologie hanno ampliato ulteriormente le possibilità di accesso alla lettura. Oggi è possibile leggere, studiare e informarsi grazie alla sintesi vocale, che trasforma in audio i contenuti presenti su qualsiasi dispositivo. In alternativa, si può ascoltare la voce dell’intelligenza artificiale, sempre più naturale, oppure quella di attori professionisti che interpretano audiolibri, ormai diffusi e apprezzati anche da chi non ha disabilità. Un esempio significativo è l’applicazione “Libro Parlato Online”, messa a disposizione dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che offre un vasto catalogo di opere.
Di fronte a queste opportunità, viene spontaneo chiedersi quale sia oggi il ruolo delle biblioteche e come possano continuare ad attrarre utenti con esigenze specifiche. Se la tecnologia consente di accedere ai contenuti ovunque, perché recarsi fisicamente in biblioteca?
La risposta risiede nella natura stessa di questi luoghi. Le biblioteche non sono solo spazi di consultazione, ma ambienti in cui, anche nel silenzio e nella tranquillità, è possibile coltivare interessi e passioni insieme ad altre persone. Rappresentano quindi un importante punto di riferimento a livello sociale, capace di favorire l’incontro, la condivisione e il senso di appartenenza alla comunità.
In questa prospettiva, l’accessibilità diventa un elemento fondamentale. Negli ultimi anni, anche grazie ai fondi del PNRR, molte biblioteche e archivi hanno iniziato un percorso di rinnovamento, dotandosi di strumenti e ausili che permettono una fruizione più inclusiva del patrimonio e investendo nella formazione del personale.
Per quanto riguarda la disabilità visiva, è utile predisporre videoingranditori, sia fissi sia portatili, dotati di sintesi vocale, e scanner collegati a computer con software specifici, che consentano una lettura autonoma dei testi, garantendo il rispetto degli altri utenti mediante l’uso di cuffie. Sarebbe auspicabile anche ampliare l’offerta di audiolibri, permettendo alle persone di ascoltarli in biblioteca, condividendo lo spazio con altri.
Difatti anche l’organizzazione degli spazi riveste un ruolo importante: le postazioni devono essere facilmente raggiungibili grazie a segnaletica a terra, mentre le indicazioni visive dovrebbero essere chiare, con caratteri grandi, buon contrasto cromatico e collocate a un’altezza adeguata. Per facilitare l’orientamento, si potrebbero installare mappe tattili che evidenzino i punti di maggiore interesse.
Per le persone sorde, sarebbe utile prevedere video nella Lingua dei Segni, anche internazionale, che illustrino il funzionamento dei servizi. Allo stesso tempo, è importante formare il personale sull’uso di applicazioni per la trascrizione del parlato in testo scritto, come “Trascrizione istantanea” di Google. Queste applicazioni potrebbero essere installate su un tablet a disposizione del personale preposto.
Per quanto riguarda la disabilità motoria, è fondamentale garantire postazioni accessibili, con altezze adeguate sia per la consultazione sia per la richiesta di informazioni. Infine, per le persone con disabilità cognitiva, è importante offrire materiali in Comunicazione Aumentativa Alternativa e prevedere versioni semplificate dei contenuti informativi, sia cartacei sia digitali.